Quattro ore a palestra chiusa per pulire quello che durante la settimana resta indietro
Il gestore di una palestra di Cesano Boscone, appena fuori Milano, cercava un’impresa di pulizie per un lavoro preciso: una pulizia a fondo della sala, da fare in una mattina in cui la palestra restava chiusa. Le pulizie di tutti i giorni c’erano già. Gli serviva qualcuno che arrivasse dove quelle non arrivano.
La palestra occupa un piano intero, con le vetrate lungo tutta la sala e il verde degli alberi fuori. Dentro c’è la zona cardio con la fila di tapis roulant davanti alle finestre, le macchine isotoniche, i pesi liberi con le rastrelliere di manubri e dischi sul pavimento in gomma, le pareti a specchio e un angolo con calcio balilla e cabinato. Sul soffitto corrono le canalizzazioni dell’aria a vista, per tutta la lunghezza.
Una sala così si pulisce ogni giorno e accumula lo stesso. Chi passa la sera pulisce quello che si tocca: pavimento, sedute, maniglie. La polvere però si ferma sui tubi delle canalizzazioni e sul bordo alto degli specchi, dove nessuno guarda. Il sudore secca sui corrimano dei tapis roulant. I dischi impilati nelle rastrelliere tengono lo sporco proprio sui bordi, che sono la parte che si prende in mano.
Per fare questo lavoro servono scale aperte in mezzo alla sala, aspiratori con i tubi per terra e macchine spostate. Con la gente che si allena è un rischio per tutti, per questo si fa a palestra chiusa.
Impresa di pulizie in palestra a Cesano Boscone: sette operatori, dal soffitto al pavimento
Verso le nove la squadra era già sulle scale. Eravamo in sette, con scale a libro, aspiratori a bidone, secchi e panni in microfibra. In una sala attrezzi l’ordine conta più delle braccia: si lavora dall’alto verso il basso, altrimenti la polvere che scende dalle canalizzazioni finisce sugli attrezzi appena puliti e si ricomincia.
Il primo giro è stato in alto. Dalle scale abbiamo pulito a mano i tubi delle canalizzazioni, un tratto alla volta, e aspirato con la prolunga i bordi superiori di finestre, vetrate e specchi. Nelle foto è la parte che si nota meno. Per noi è quella che cambia di più la sala, perché lassù la polvere resta finché qualcuno non sale a toglierla, e intanto ogni corrente d’aria la rimanda giù.
Poi vetrate e specchi, dall’interno e dalla scala, vetro e telaio. Gli specchi di una sala pesi hanno le impronte all’altezza delle mani e gli schizzi più in basso, e sono la prima cosa che vede chi entra.









Sul cardio siamo andati macchina per macchina: corrimano, console, montanti e base dei tapis roulant, con panni in microfibra appena umidi e senza bagnare pulsantiere ed elettronica. Nella zona pesi i dischi sono usciti dalle rastrelliere e sono stati puliti uno per uno, poi manubri, panche e telai delle macchine. Per ultimo il pavimento in gomma, aspirato fino sotto le panche e lungo i bordi, dove si ferma tutto quello che è caduto dall’alto nelle ore prima.
Lavoriamo con DURC in regola e assicurazione per danni a terzi. In una sala piena di macchine costose, con le scale aperte vicino ai tapis roulant, è la prima cosa da chiedere a chi entra a pulire. È lo stesso modo in cui la Divisione B2B di Bloom Cleaning organizza la pulizia di palestre e centri benessere a Milano e in provincia: prima si guarda dove si ferma lo sporco, poi si decide l’ordine, e solo dopo quante persone servono.









Alle 13 la sala era finita, cardio, pesi e vetrate compresi
L’orologio della sala pesi segnava le 12:57 quando abbiamo scattato le ultime foto. Sala vuota, attrezzi al loro posto, pavimenti liberi.
Una pulizia a fondo non si giudica dalle macchine lucide. Quelle sembrano pulite anche dopo un passaggio veloce. Si giudica dai punti che di solito non guarda nessuno: il bordo alto degli specchi senza la riga grigia, i dischi senza il velo nero sul bordo, le canalizzazioni che tornano del colore del metallo.
Era un intervento straordinario e l’abbiamo trattato così: un lavoro chiuso in una mattina. Le pulizie di tutti i giorni restano necessarie, questo intervento si occupa della parte che da sole non riescono a fare. Una palestra aperta tutta la settimana ne ha bisogno ogni tanto, e quanto spesso dipende da quanta gente passa in sala, non dal calendario.








Serviamo anche le zone limitrofe
Da Cesano Boscone lavoriamo su tutto il sud-ovest di Milano: Corsico, Trezzano sul Naviglio, Buccinasco, Assago e, in città, Baggio e Lorenteggio. Oltre alle palestre seguiamo uffici, negozi, studi e capannoni della zona, in tutta Milano e provincia.
Richiedi un sopralluogo gratuito
Gestisci una palestra o un centro fitness a Cesano Boscone, a Corsico o nel sud-ovest di Milano e la sala ha bisogno di una pulizia fatta da cima a fondo? Contattaci per un sopralluogo gratuito: veniamo a vedere la sala, ti diciamo quante ore servono e con quante persone, e fissiamo l’intervento nel giorno o nella fascia in cui la palestra è chiusa. Poi ti lasciamo il preventivo.
Domande frequenti
Si comincia aspirando, anche lungo i bordi e sotto panche e rastrelliere, dove si ferma quasi tutto. Poi si lava con un detergente neutro e poca acqua. I prodotti aggressivi, come solventi e candeggina, seccano la gomma e la rendono opaca, e l’acqua in eccesso si infila nelle giunture fra le piastrelle. Cere e lucidanti sulla gomma non vanno mai: la rendono scivolosa proprio dove si appoggiano i pesi.
A macchina spenta. Corrimano, console e montanti si puliscono con un panno in microfibra appena umido, con il prodotto dato sul panno e mai spruzzato sull’elettronica. Il nastro si pulisce in superficie, mentre intorno e sotto la base si aspira, perché la polvere che entra nel vano motore alla macchina non fa bene. Lubrificazione del nastro e manutenzione interna restano al tecnico del produttore.
Le pulizie quotidiane tengono in ordine quello che si tocca: maniglie, sedute, pavimenti, spogliatoi. La pulizia a fondo serve per quello che sta in alto o fuori mano, come canalizzazioni, bordi di specchi e vetrate, rastrelliere e basi delle macchine cardio. In una palestra aperta tutti i giorni conviene programmarla a intervalli regolari, nel giorno o nella fascia di chiusura, e la frequenza si decide su quante persone passano in sala, non su una data fissa.